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Tratto da "L'unione Sarda"
Aumenti di cubature e regole certe su ristrutturazioni e ampliamenti. Scatta la rivoluzione nei 300 metri: il Piano casa, con i suoi 16 articoli, diventa - in poco più di un mese di dibattito, scontri e modifiche - la legge di riferimento per il rilancio dell'economia in Sardegna.
Lo strumento transitorio, che promuove il sostegno del settore edilizio con la riqualificazione del livello architettonico, l'efficienza energetica e la semplificazione delle procedure, ha ottenuto il via libera del Consiglio regionale ieri alle 14,40, dopo il sì all'articolo 16, la disposizione finale, che fissa l'entrata in vigore del testo il giorno dopo la pubblicazione nel Buras, cosa che potrebbe avvenire entro la settimana prossima.
LE MISURE Molti i contenuti che hanno surriscaldato la dialettica tra i poli e all'interno della stessa maggioranza. A cominciare da quelli sanciti dall'articolo 11, che dispone l'aggiornamento e la revisione del Piano paesaggistico da parte della Giunta. Per proseguire con il 12 (concorso degli enti locali allo sviluppo dei piani territoriali) e ancora con il 13 (disciplina degli interventi ammissibili nella fase di aggiornamento dei Puc al piano paesaggistico). Su quest'ultimo articolo, forse il più politico, il confronto si è acceso sulla possibilità - che conferma quanto già stabilito dalle leggi in vigore - di aumentare le volumetrie degli alberghi fino al 35 per cento. In base alla legge urbanistica, previo accordo tra Comune e Regione, è garantito l'ampliamento del 25 per cento. Il Piano casa concede un ulteriore 10 per cento. Resta inoltre in piedi lo strumento dell'accordo di programma, la trattativa diretta con la Giunta per l'approvazione degli interventi. Non basta: gli hotel che hanno già aumentato la cubatura sfruttando la legge 23 del 1993 potranno ottenere il 10 per cento di volumetria in più. L'articolo 2 concede invece un incremento fino al 10 per cento per edifici a uso residenziale situati nei 300 metri dalla linea della battigia, ma senza sopraelevazione, previo parere della commissione per il paesaggio istituita dall'articolo 7. Novità interessanti per i proprietari di sottotetti. L'articolo 15 prevede il loro recupero a fini abitativi, ma dovranno essere alti almeno 2,40 metri. Niente da fare per i seminterrati: il Consiglio regionale ha recepito un emendamento della Giunta che li mette fuori partita. Oltre i 300 metri, l'articolo 2 dispone che gli indici massimi di edificabilità possano essere fino al 20 per cento per le case uni-bifamiliari e plurifamiliari e fino al 30 per cento se l'incremento volumetrico sia accompagnato da interventi di demolizione e ricostruzione (articolo 5) in base ai canoni del risparmio energetico. Gli stessi interventi sono ammessi nei centri storici per gli edifici costruiti meno di cinquant'anni fa. Premi anche per le aziende agricole (articolo 3): nei 300 metri, fino al 10 per cento per gli ampliamenti di attività escludendo le abitazioni; oltre i 300 metri, fino al 20 per cento, cioè 10 per le attività e un altro 10 per cento per le abitazioni.
TEMPI E REGOLE Come ricorda l'assessore all'Urbanistica Gabriele Asunis, «tutti gli ampliamenti sono ammissibili su edifici realizzati entro marzo 2009, sempre che siano muniti di titolo abilitativo e che, infine, entro 30 giorni dall'entrata in vigore della legge sia stato depositato il loro accatastamento». Gli interventi esterni alla fascia dei 300 metri e ai centri storici (assoggettati a concessione edilizia dei Comuni) dovranno essere accompagnati dalla dichiarazione di inizio attività (Dia).